
Le sue origini risalgono a poco dopo l'anno Mille, quando una comunità si insediò sul territorio circostante l'attuale Convento della Santissima Trinità, che all'epoca fu oggetto di donazione da parte degli Aldobrandeschi, conti di Santa Fiora, alle monache benedettine. Nei secoli la popolazione è rimasta pressoché stabile, fino al forte incremento che si è registrato a partire dal 1840 e che ha avuto il suo apice dopo il 1930 (quando contava oltre 1300 persone). Per secoli gli abitanti (detti "selvaioli") hanno tratto il loro sostentamento dall'agricoltura, dalla pastorizia, dalla silvicoltura e dalle "maremmate" (discese temporanee in Maremma), cui dai primi anni del Novecento all'inizio degli anni ottanta si è aggiunta la miniera, remunerativa ma micidiale per la salute. A partire dal 1960-settanta Selva ha conosciuto un rapido spopolamento, che si è poi arrestato intorno agli anni novanta. Attualmente i residenti sono meno di duecento, anche se aumentano notevolmente durante l'estate e nei periodi di vacanza. Selva sta vivendo in questi ultimi anni una fase di riscoperta, anche grazie agli immigrati da altre parti d'Italia (spesso in fuga dalla città), in particolare nella zona delle Vigne, dove si produce Olio e dove sono sorti diversi agriturismi.

Selva mantiene vive tradizioni molto antiche, scandite da eventi che coinvolgono tutta la comunità:
- 5 gennaio
Canto della Befana
- 30 aprile
Canto del Maggio
- Prima domenica di Agosto
Passeggiata “Giro delle fonti di Selva”
- Seconda settimana di Agosto
Festa del Drago e Sagra della Cipolla Rossa
- Ultima domenica di Agosto
Festa patronale
Sono momenti che uniscono natura, folklore e convivialità.
